Quattro chiacchiere con ... Danilo Del Cadia!

1. Parliamo delle tue giovanili a Pesaro, cosa ti ricordi?

Praticamente dove sono cresciuto sia come ragazzo che cestisticamente… Bei periodi, tutti in casa insieme, io DeAmbrosi, Pieri, Calbini,ecc… gli insegnamenti di un certo Scariolo, Badioli(ex Desio e Senigallia, ora Ucraina) e Paolini (assistant per Scavolini con Melillo), molto lavoro duro, su fisico e fondamentali… ma è servito tantissimo.

2. L'esperienza all'Alno Fabriano è stato il tuo trampolino di lancio, ricordo una tua grande stagione insieme a Minelli: qual è il segreto di quella cittadina e società dove sembra che qualsiasi giocatore si lanci o si possa rigenerare ?

Tranquillità... nel senso che era ed è ancora una società molto all'antica, ben gestita, senza troppe ambizioni dove punta ancora sui giovani, e dove gli svaghi di sicuro non ti possono influenzare la carriera (non c'è nulla nel raggio di 100km).

3. Siamo al tuo arrivo a Pavia, sei stato pagato carissimo... cosa credi sia mancato in quella stagione per potersi salvare? Solo l'esperienza di alcuni giocatori o qualcos’ altro?

Ti dico che quell'anno ho avuto la bega del militare,che bene o male non mi ha fatto lavorare a pieno con la squadra, preparazione ecc quindi un pò ho pagato questo, ma poco, poi forse esser stato dietro un gran giocatore come Lock… sai di panca ne ho vista parecchia. Siamo retrocessi perchè secondo me era una squadra un pò senza personalità, nel senso che eravamo tutti al servizio della squadra,ma in primis veniva Oscar,quindi eravamo molto legati al suo andamento e sai, finché lo fai in A2 ok, le vinceva anche da solo,ma in A1 sinceramente no, e gente come Masetti o Cavazzana, veniva un pò meno(tra l'altro sempre in contrasto con "El Paron" Tonino Zorzi). Poi c'era Lock che era un pò geloso dei tiri che si prendeva Oscar(normale perché molto bambino come persona,quindi ci stava pure) ed Aldi, sinceramente per me non all'altezza del ruolo ricoperto.

4. Pensi di esserti bruciato un pochino in quella stagione? Una retrocessione ha spesso dei contraccolpi negativi nella carriera di un giocatore.

No… sai cosa? Se fossi stato mandato in A1 da Tanjevic sicuramente avrei giocato mooolllttooo ma molto di più, perché avevano Dino (Meneghin ndr) a fine carriera e Cantarello che è sì un buon giocatore ma non è un americano.

5. Come mai dopo quella buonissima stagione in A1 ti sei perso un pò?

Gli anni della crisi... poi Caja (no Comment!!!).

6. Come è stato il tuo ritorno a Pavia nel 1994, eri contento o ti sei più che altro sentito "forzato" dal contratto?

Molto forzato e non sai quanto ho faticato e lottato, mandando giù dei magoni assurdi, comunque è passato.

7. Qual'e' il tuo pensiero su Oscar giocatore e uomo?

Come giocatore: spettacolare! Il tiratore più micidiale al Mondo,incluso Bird e Jordan! Persona: un simpaticone ed anche lui bambinone, voleva sempre essere al centro dell'attenzione, però in fin dei conti un bravo ragazzo.

8. Come hai vissuto la tua esperienza in Germania?

Bellissima! Sono partito con tutta la famiglia(4), ero gasato: giocavo ed anche bene il primo periodo. Dopo un po’ ho incominciato a giocare meno bene, è arrivata la panchina e, al secondo allenatore e dopo 2-3 tagli tra americani, è toccato a noi (me e Dallamora): sai non si vinceva una partita. Una squadra fatta con i piedi come si dice.

9. Ora sei in B1 e sei ancora uno dei centri più dominanti, non hai mai cercato di rientrare in A2? Ci staresti benissimo, anzi, secondo il mio pensiero personale sei molto più forte di quando avevi 22/23 anni.

Ti ringrazio molto per i complimenti. Allora: ti dico che verso il fine carriera ne hai viste talmente tante che sai cosa cerchi? Di tirare avanti il più possibile ed allungarti la carriera al massimo solo perché hai una paura tremenda di entrare nel mondo degli "Umani" cioè, dalla bella vita (10milioni al mese), a 2-3 lavorando. Cerchi quindi di star dentro il più possibile: so che potrei far "Gola" ancora a belle società ma in A lo stipendio è tassato invece in B si trova l'escamotage.
Stare a casa (Senigallia), incassare in due sui 13-14 milioni al mese, uno a 35 anni, dopo che è stato in belle squadre ed ha visto il bel Basket dice: “ma sai che c'è che mi godo la famiglia,lavoro di meno,guadagno di più e sto tranquillo vicino casa, e mi guardo in giro”. Tutto qua: se fossi ben stipendiato farei ancora il professionista con la P maiuscola.

10. Non credi che tanti giocatori di B1 potrebbero e dovrebbero giocarsi la carta della serie A, magari partendo anche dalla panchina e anche prendendo un po' di meno?

Certo! Ma fanno lo stesso discorso mio e parecchi hanno una paura matta di uscir fuori casa (guarda Gabba e Sabbia!!!) Io sono andato in Portogallo con mia moglie incinta di nove mesi...).

11. Dicci tutto della tua esperienza pavese.

Ho sempre Pavia nel mio cuore e ti dico che quando sono tornato con Cefalù e voi siete volati in A2, ero felicissimo! Sapessi quanto mi mancano quelle zone.
La nebbia, le zanzare, Zatti, Gabbone, Joe Sabbia, il Lelone, Paolino il Muto… che bei tempi ! In Via Olevano per 3 anni, poi vicino alla Volvo, Natale in Strada Nuova, il mitico barbiere Manierato, Giò Noli, Griffin e poi ho ancora parecchi amici, che ogni tanto sento… e mi mancano le cioccolate con panna e zabaione giù da Cesare, Ristorante il Goi… sì,è passato un pò di tempo vero? Era il '91, avevo si e no 21anni, la prima partita con 6000 spettatori contro la Knorr (pagherei oro per aver la cassetta): tutti in giallo-blu, mega presentazione con tanto di videocassetta, commenti di Peterson!!! Parto in quintetto! (la Bandiera aveva dimenticato di tesserare gli americani Oscar,Lock) Perdiamo di 1 mi sembra con palla persa di Aldi alla fine: sfioriamo l'impresa poi quella dopo perdiamo a Milano, stoppo Darryl Dawkins! Ero alle stelle.
Gente molto aperta, amici: alcuni veramente li sento ancora. Mi sono divertito tantissimo (Hollywood con Monzecchi, Aldi e Poz, Pessina ecc.).
Società bella, organizzata, corretta, poi il tracollo, ed ora mi ritrovo a fare la B1: sempre un bel campionato, ma non ha nulla a che vedere con gli anni '90: che belli! Il mega ritiro di 20 giorni costato 100 milioni all'hotel Palace di Bormio!
Stipendi da favola, Natale, pellicce alle mogli, montone a noi… assurdo per poi, nel '95, scioperare dopo che i debiti sovrastavano la società,neanche 4 anni dopo! Prima si volava con Jet privato per le trasferte, poi ci si riuniva al PalaRavizza o alla Minerva per far le trasferte a pagamento nostro con le nostre auto.
Tutto brutto: bugie su bugie, presentazioni di nuovi sponsor finte! Zero soldi, lo sfascio, la gente che diminuiva, la tribunetta vuota, i veri e pochi tifosi attaccati che non venivano più, addetti ai lavori scomparsi, giocatori come Zatti, Monzecchi e Sabbia venduti a Corbelli, poi Lock, Oscar via ed eravamo rimasti io e pochi altri. Caja, che ha solo tratto benefici da quella stagione, che se ne andò via a Roma, e noi fermi al palo con Giò Noli a tirar su la baracca, poi Vandoni e la sua Band (no comment), poi lo sciopero e poi la farsa della lega con richiamo di tutti dandoci 2 lire e truffandoci anche di quelle per finire il campionato! Infine il fallimento (zero lire prese) ed il ritorno per la seconda volta alla mia amata Fabriano.
Sono tornato la terza volta nel ’99 quindi 2 anni lì a Fabriano in A2, poi Avellino in A2, Jesi in A2, Portogallo in A1,Germania in A1, Ragusa in A2, Fabriano in A2 e poi la città più bella del mondo (non scherzo): CEFALU’! Mi sono trovato da DIO! Sia come posto, caldo, tifo super, si viveva solo di basket, e poi anche come società. Stramba ma corretta sino alla fine: peccato che la politica ha rovinato la società, comunque lascio sempre una porta aperta per il fine carriera da loro, giuro! Quest'anno mi rivolevano in B2, hanno dei soldini, ma quì guadagno bene e gioco in B1 a casa… ma non si sa mai che…
Concludendo, spero che mio figlio faccia le stesse cose che ho fatto io, ovvero in piena libertà, e con un minimo di giudizio, ma anche rischiando, perchè chi non risica..non rosica! e per lui stravedo. Spero vada in NBA, guarda il figlio di Gallinari! Ma sicuramente gli tengo la cresta bassa, visto che alleno un gruppetto di bimbi a Pesaro, vedo come crescono ed è triste! Sono proprio diversi da noi, mai disposti al sacrificio, a stare in panchina, o a sudare un po’… purtroppo ecco a voi "The new generation", ma chi vivrà vedrà!

Ok S11, spero di non averti annoiato. Ho preferito mandarti una e-mail lunghetta, così mi sono scampato il Big Brother: e sì, sai, noi abitiamo dentro la casa ormai, mia moglie non guarda altro! Vabeh…
Ciao alla prossima.


Danilo

S11

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